Una volta un’amica mi ha chiesto: “Devo costringermi a sorridere anche quando sono piena di tristezza? Mi sembra innaturale”. Le ho risposto che noi siamo in grado di sorridere alla tristezza, perché siamo di più della nostra tristezza. Un essere umano è come un televisore con centinaia di canali. Se ci sintonizziamo sul Buddha, siamo il Buddha; se ci sintonizziamo sulla tristezza, siamo la tristezza; e se ci sintonizziamo sul sorriso, siamo davvero il sorriso. Non lasciamoci tiranneggiare da un unico canale. Abbiamo in noi tutti i semi: prendiamo la situazione in mano e recuperiamo la sovranità su noi stessi.
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